In questa guida
Diritto e fisco
Criptovalute nel testamento
Cosa un testamento e il fascicolo successorio possono dire sulle criptovalute (che esistono e dove sono le informazioni) e cosa non deve mai comparire.
Se state valutando un testamento rispetto a un trust, il confronto è in una pagina dedicata: testamento o trust per le criptovalute.
Le criptovalute possono comparire senza problemi in un testamento, ma la regola è breve: il testamento dice che le criptovalute esistono e dove sono le informazioni; mai cosa sono i segreti. Chi scrive la propria frase di recupero in un testamento la scrive in un documento che verrà letto ampiamente dopo la morte.
Cosa può fare un testamento, e cosa no
Un testamento regola giuridicamente chi eredita e chi amministra. Non dà a nessuno l’accesso tecnico: non può creare una frase di recupero e non cambia nulla di ciò che richiede una piattaforma. Gli eredi possono ricevere un diritto che non riescono a esercitare. Servono quindi due livelli separati:
- Giuridico: chi è erede, chi è esecutore, cosa può fare l’esecutore.
- Tecnico: quali dispositivi, password, frasi di recupero e passphrase servono per raggiungere le criptovalute.
Cosa può comparire nel testamento o nel fascicolo successorio
- Che esistono criptovalute e in quali categorie (conti exchange, autocustodia, wallet hardware, NFT).
- Dove sono i documenti e l’«inventario» (non le chiavi).
- Chi è il primo contatto per ogni categoria (piattaforma, consulente).
- I suoi desideri di ripartizione, nei limiti del diritto successorio italiano, da discutere con il notaio.
Cosa non deve mai comparire
- Frase di recupero, chiavi private o password.
- Codici QR di wallet o backup.
- Indirizzi esatti di wallet (inutile e inutilmente esposto).
I tre livelli della pianificazione
Una struttura solida separa tre livelli:
- Inventario, cosa esiste e dove trovarlo, senza segreti;
- istruzioni di accesso, come si affronta un wallet nel quadro legale;
- segreti (frase di recupero, chiavi private, password, passphrase) custoditi separatamente e protetti, con accordi su chi può usarli e in quale situazione.
Solo il livello uno appartiene al notaio o al fascicolo successorio. Chi possiede la frase di recupero può usare le criptovalute prima che la successione sia liquidata, l’accesso non è la proprietà.
L’inventario senza segreti
Conservi i segreti separatamente dai documenti: cassetta di sicurezza, persona di fiducia o custodia professionale. L’inventario («cosa esiste, dove si trova») può allora indicare dove è la cassetta, senza descriverne il contenuto.
Perché occuparsene ora
Senza menzione non c’è alcun indizio che le criptovalute esistano; gli eredi devono scoprire tutto da soli. Un testamento che ne menziona l’esistenza e un inventario senza segreti fanno la differenza tra una scoperta e un gioco di indovinelli. E poiché è un atto giuridico: lasci la redazione al notaio, non è una parte «fai da te» della pianificazione.
Chi cercare nella vostra zona
Quando siete pronti a pianificare, cercate un notaio o un avvocato specializzato in successioni della vostra zona che redige testamenti. Chiedetegli direttamente come affronta gli attivi digitali, ormai fa parte della pianificazione successoria ordinaria. Portate un inventario senza segreti; mai una frase di recupero.
Le regole e le scadenze possono cambiare, e questa pagina potrebbe non essere ancora aggiornata, fate confermare le regole attuali da un avvocato, notaio o consulente fiscale locale prima di agire. Qualcosa non corrisponde più? Contattateci e correggeremo.
Fonti e link utili
- Consiglio Nazionale del NotariatoVerificato 2026-08-07